Il rapporto speciale degli italiani con le bestemmie
11. 11. 2025 ⋅ Edoardo
Ne abbiamo una gran varietà e le usiamo più che in altri paesi
Per uno studio del 2024, un gruppo di ricerca internazionale ha chiesto a più di mille persone di scrivere tutti gli insulti, le parolacce e le espressioni volgari, sconvenienti o vietate che venissero loro in mente, liberamente e senza fretta, nella propria lingua madre. I partecipanti allo studio parlavano 13 lingue diverse e venivano da 17 paesi.
Alcuni risultati sono stati poco sorprendenti. In quasi tutte le comunità linguistiche intervistate, per esempio, tra le parolacce nominate da più persone c’erano quelle associate agli organi genitali femminili e maschili, e riferimenti alle madri. Il gruppo di ricerca ha scoperto però con una certa sorpresa che soltanto in un paese le bestemmie erano tra le venti parole ed espressioni tabù più nominate in assoluto: l’Italia.
Anche i parlanti di altre lingue avevano scritto bestemmie: la blasfemia era emersa più o meno dappertutto come un tratto diffuso, ma molto diffuso solo in Italia. Inoltre, nella categoria delle bestemmie, i partecipanti italiani avevano mostrato una certa creatività con le parole composte. Altri gruppi si erano limitati a nominare qualche espressione blasfema comune; il gruppo italiano aveva generato 18 diverse combinazioni con la parola “dio”, quattro con “madonna” e tre con “cristo”.
L’abitudine alle imprecazioni e alle parolacce è variabile da paese a paese, e nel caso dell’Italia lo è anche da regione a regione. In generale, dipende da fattori socioculturali, consuetudini nelle attività quotidiane e tipo di relazione tra chi parla. Dipende anche dalla personalità, e è più diffusa tra gli uomini che tra le donne, almeno in pubblico.
Nonostante le loro numerose funzioni sociali e psicologiche, parolacce e espressioni tabù sono però un argomento non molto studiato, e le bestemmie lo sono ancora meno. Non è chiaro perché in Italia siano più diffuse che altrove, anche se è molto probabile che la ragione sia influenzata dalla vicinanza della Città del Vaticano e dalle relazioni del paese con la Chiesa cattolica.
Alcune espressioni potrebbero essere una tradizione culturale legata ad atteggiamenti di ostilità verso lo Stato della Chiesa, in territori di confine.
In Italia, poi, bestemmiare è illegale: è un illecito amministrativo (fino al 1999 era un reato), anche se l’applicazione della sanzione non è molto coerente. La bestemmia è anche un motivo di squalifica nel calcio: un caso unico nei principali campionati europei, scrisse la rivista Ultimo Uomo nel 2020, in un periodo in cui numerose bestemmie volavano e si sentivano chiaramente negli stadi vuoti a causa della pandemia.
La particolare familiarità della popolazione italiana con le bestemmie, è una cosa molto notata e raccontata anche all’estero. Per gli studenti Erasmus che vanno a studiare in Italia la bestemmia è spesso un souvenir da riportare in patria dopo il periodo di studi. Molti stranieri, anche se non parlano neanche una parola di italiano, hanno imparato in Italia almeno una bestemmia.
Come abbiamo detto, bestemmiare in Italia è formalmente illegale. Ma a parte questo, in un paese generalmente religioso come l’Italia, bestemmiare può essere anche considerata una cosa molto maleducata e addirittura scandalosa. Dipende dal contesto in cui ci si trova. Quindi, se anche tu hai imparato una bestemmia, non rischiare di dirla al cameriere quando ti porta un caffè bruciato. Potresti fare una pessima figura.
Tratto da ilPost.it