Intervista a Frankie – il pizzaiolo italiano che insegna la lingua attraverso la pizza

28. 10. 2025 ⋅ Erisilda

Novembre 2024 – a cura di Erisilda, Lingua nostra

Frankie è un volto ormai conosciuto tra gli studenti e gli amici di Lingua nostra. Lo si vede spesso con il grembiule, tra farina, impasti e sorrisi. Ma dietro alle pizze che prepara con tanta passione c’è una storia lunga, fatta di curiosità, determinazione e amore per l’Italia.
In questa chiacchierata con Erisilda, Frankie racconta la sua esperienza in televisione, il suo legame con Lingua nostra e la sua filosofia di vita – rigorosamente condita con una buona dose di ironia e autenticità.

Erisilda: Immagino che questa non sia la tua prima intervista, vero?

Frankie: No, ne ho fatte alcune, anche in televisione.


Erisilda: Ti è piaciuta l’esperienza?

Frankie: Sì. Sono stato a MasterChef 2021, nella puntata sull’Italia dedicata alla pizza, alla pasta e al gelato. Ho giudicato i concorrenti insieme ai giudici ufficiali. Poi sono stato ospite in una trasmissione mattutina su Nova, simile a “Unomattina”, dove ho preparato pizze in diretta. E infine per l’International Pizza Day ho partecipato a un piccolo sketch al telegiornale, con la classica domanda sull’ananas sulla pizza.


Erisilda: Come sei entrato in contatto con Lingua Nostra?

Frankie: Credo tramite amici comuni con Renata. Lei aveva visto i miei primi pop-up di pizza, quando ancora lavoravo alla Ferrero. Il primo evento insieme è stato nel 2015 a Stromovka, quasi dieci anni fa.


Erisilda: E oggi cosa fai con Lingua Nostra?

Frankie: Organizziamo gli eventi “Italština jiným způsobem” – cioè “italiano in un altro modo”. Gli studenti imparano l’italiano mentre facciamo le pizze insieme. Prepariamo l’impasto, che poi portano a casa per cuocerlo il giorno dopo. È un’esperienza autentica e divertente. Parlo lentamente in italiano, ma se serve spiego in ceco: voglio che capiscano davvero, non che sia solo uno spettacolo.


Erisilda: Tre aggettivi che i tuoi amici userebbero per descriverti?

Frankie: Testardo, generoso e determinato.


Erisilda: E cosa apprezzi negli altri?

Frankie: La sincerità. Meglio una verità dura che una bugia gentile.


Erisilda: Tre tipi di clienti che ti irritano di più?

Frankie: Primo, quelli che ti chiamano e dicono “sono in macchina, arrivo in sette minuti” come se dovessimo preparare tutto al volo. Secondo, quelli che vogliono le posate per mangiare la pizza. Terzo, quelli che ti chiedono “che pizza mi consigli?” ma poi non va bene nessuna.


Erisilda: E la richiesta più strana?

Frankie: Gli slovacchi che vogliono sempre il mais, il “kukuřice”. È diventata una barzelletta interna in pizzeria.


Erisilda: Hai mai avuto la pizza Hawaii nel menù?

Frankie: No, ma non sono contro l’ananas. Il problema non è l’ananas in sé, ma le pizzerie di bassa qualità che la propongono male. Io ne ho creata una versione con ananas disidratato, pecorino e pancetta: dolce e salato in equilibrio.


Erisilda: Cappuccino dopo le 12 sì o no?

Frankie: No, mai dopo le 10. È una questione di abitudine e di risveglio, non solo d’orario.


Erisilda: Perché secondo te gli italiani, pur mangiando pasta ogni giorno, non ingrassano?

Frankie: Perché in Italia il cibo fresco e di qualità è accessibile a tutti. Si mangia meglio anche con pochi soldi. L’equilibrio conta più che eliminare la pasta.


Erisilda: Qual è la tua pizza preferita?

Frankie: La “Pizza Frankie”: tonno, gorgonzola e cipolla rossa. E poi la classica Parma, con prosciutto di Parma e scaglie di parmigiano.


Erisilda: Chi è Frankie fuori dalla pizzeria?

Frankie: Uno molto curioso. Studio tanto, oggi più di quando ero giovane. Se potessi, studierei ingegneria meccanica: amo i motori. Non l’ho fatto perché a scuola non ho mai avuto buoni insegnanti di matematica.


Erisilda: E il ceco l’hai studiato?

Frankie: No, l’ho imparato vivendo qui. Dopo quindici anni parlo fluentemente, anche se studiare materie complesse in ceco sarebbe un’altra cosa.


Erisilda: Qual è la parte più difficile dell’italiano per chi lo studia?

Frankie: I verbi e le congiunzioni. L’italiano base è facile, ma quando si arriva ai tempi verbali diventa complesso.


Erisilda: Le prime cinque parole che tutti dovrebbero imparare?

Frankie: “Grazie”, “mangiare”, “dormire”, “aiuto”… e poi mi arrendo!


Erisilda: E cinque parole intraducibili?

Frankie: “Boh”, il suono “nz” (che non si scrive ma si capisce), “pizzata”, “abbiocco”… e forse “convivialità”.


Erisilda: Cos’è per te l’abbiocco?

Frankie: Quella sonnolenza leggera dopo aver mangiato. È un piacere tipicamente italiano, come una mini meditazione.


Erisilda: Cosa significa essere un vero italiano?

Frankie: Essere flessibili, capaci di risolvere problemi anche fuori dalle regole. Gli italiani sono creativi, non rigidi. I cechi invece seguono le regole alla lettera – a volte troppo.


Erisilda: Cosa apprezzi della Repubblica Ceca?

Frankie: L’affidabilità, il senso del dovere. Tutto funziona, e le persone prendono sul serio il lavoro.


Erisilda: Perché, secondo te, nel mondo si studia l’italiano?

Frankie: Perché tutti vogliono essere un po’ italiani. È una lingua bellissima, musicale, viva.


Erisilda: Il tuo motto?

Frankie: “If you can dream it, you can do it.” Se puoi sognarlo, puoi farlo.


Erisilda: Ultime domande leggere: al mare slip o boxer?

Frankie: Entrambi. Boxer per lo stile, slip per l’abbronzatura.

Erisilda: Depilato o no?

Frankie: No.

Erisilda: E le donne?

Frankie: Medio!

Erisilda: E i cechi chiedono la pizza o il pizzo?

Frankie: La pizza! Il pizzo non sanno neanche cos’è.


Un’intervista che racconta molto più di un mestiere. In Frankie si ritrovano l’ironia, la passione e quella leggerezza tutta italiana che riesce a unire le persone attorno a una pizza calda e a una chiacchierata sincera.