Bagnini in via d’estinzione

30. 9. 2026 ⋅ Edoardo

Per molti adolescenti italiani cresciuti vicino al mare, il lavoro da “assistente bagnante” (o “bagnino”, termine meno professionale ma molto più diffuso) ha rappresentato per anni una delle prime opportunità lavorative, anche per l’altissima richiesta da parte di lidi e piscine. La presenza di un bagnino è infatti un requisito necessario per aprire queste strutture, e ottenere il brevetto dà la possibilità di trovare un lavoro in tempi brevi.

Da un po’ di tempo però le cose sono cambiate: ci sono sempre meno nuovi bagnini e i gestori dei lidi lamentano spessissimo di non riuscire a trovarne. Questa situazione è dovuta a varie cause, tra cui una serie di modifiche che hanno reso le procedure per diventare bagnini più complesse e faticose, retribuzioni spesso ritenute poco adeguate e condizioni contrattuali non sempre favorevoli.


Ma c’entra anche una maggiore consapevolezza delle responsabilità giuridiche legate al ruolo, che possono rappresentare un deterrente per chi aspira a questa professione. Il bagnino può infatti essere chiamato a rispondere penalmente o civilmente in tribunale, in diverse situazioni.


«Molti stabilimenti offrono 5 o 6 euro netti l’ora, meno di quanto previsto dai contratti, spesso con una parte dello stipendio pagata “fuori busta”, in nero», dice un bagnino che lavora in uno stabilimento laziale.

Nonostante i contratti prevedano riposi settimanali, nella stragrande maggioranza dei casi il giorno libero «non viene garantito quasi da nessuno». Può capitare anche che gli stabilimenti abbiano un solo bagnino che lavora per tutta la stagione ogni giorno, senza riposi.

 

Per molti anni, oltre a occuparsi della sicurezza dei bagnanti e della sorveglianza del mare, i bagnini sono stati impiegati anche per svolgere mansioni non previste dal contratto: sistemare sdraio, ombrelloni e lettini, pulire la battigia da rifiuti e mozziconi di sigaretta, accompagnare i bagnanti agli ombrelloni e così via.

Oggi succede molto più raramente. Nella maggior parte degli stabilimenti non viene più chiesto loro di occuparsi di queste attività, visto che i lidi si sono dotati di figure assunte appositamente a questo scopo.

Anche perché bisogna fare molta attenzione: se durante un controllo un bagnino viene trovato a svolgere mansioni diverse dal salvataggio o dal controllo della spiaggia, la Capitaneria di Porto potrebbe applicargli una sanzione amministrativa per violazione delle norme di sicurezza.

 

Un’altra ragione che ha reso più difficile diventare bagnino e continuare a esercitare questa professione riguarda le modifiche ai requisiti per ottenere e rinnovare il brevetto.

Per passare l’esame bisogna superare una serie di prove piuttosto difficili, tra cui percorrere 100 metri a nuoto in un tempo massimo di un minuto e quaranta secondi e nuotare per 25 metri in apnea.

 

Insomma, il mito del bagnino è ormai sparito, ma se andremo avanti così rischiano di sparire anche i bagnini.

 

 

 

Tratto da ilPost.it