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Gli italiani sono tutti bilingue!

18. 5. 2021 ⋅ Mariateresa

Se siete già stati in Italia e avete ascoltato gli italiani parlare tra amici o in famiglia avete notato che la gente parla spesso in un modo incomprensibile e molto diverso dall’italiano che avete imparato. Ma non preoccupatevi, non è colpa vostra! Non siete gli unici: gli italiani hanno lo stesso problema! Se un milanese va in Puglia difficilmente capisce che assit’t significa siediti, o se un pugliese va in Veneto difficilmente capisce che stràco significa stanco. Ma non c’è bisogno di andare così lontano, dal nord al sud, perché molto spesso in una stessa regione gli italiani non riescono a capirsi

In ogni angolo dello stivale, ogni regione, città e piccolo paese ha il proprio dialetto, che è a tutti gli effetti una vera e propria lingua. Più della metà degli italiani è bilingue: conoscono infatti sia l’italiano standard, che si studia a scuola, che il proprio dialetto, che spesso apprendono a casa sin da quando nascono.

Ma quanti sono i dialetti? E’ impossibile dirlo con precisione, ma probabilmente migliaia, poiché se ci spostiamo anche solo di pochi chilometri da un piccolo paese ad un altro i dialetti cambiano. Comunque, per creare un po’ di ordine, gli studiosi hanno identificato tredici varietà dialettali principali: piemontese, ligure, lombarda, veneta, giuliana, emiliana, sarda, toscana, umbro-marchigiana, laziale, campana, pugliese e siciliana.

I dialetti fanno parte della cultura tradizionale di ogni paese italiano. Esistono proverbi, storie e leggende, ma anche canzoni e film composti interamente in dialetto. Inoltre, i dialetti hanno influenzato e influenzano ancora oggi l’italiano parlato, poiché ogni italiano quando parla inserisce parole, o espressioni, provenienti dal suo dialetto.

Perché esistono così tanti dialetti? Per rispondere alla domanda dobbiamo andare indietro nel tempo di quasi duemila anni, fino ad arrivare all’Impero romano. Con la conquista romana dei territori italiani, il latino si è diffuso in tutta la penisola, dove però già c’erano altri popoli e altre lingue. L’unione del latino con le lingue parlate in precedenza ha generato la maggior parte dei dialetti italiani. La maggior parte, non tutti. Infatti, alcuni dialetti non derivano dal latino ma hanno un’origine tedesca, slovena, croata e greca.

La nascita dell’italiano standard ha una storia altrettanto lunga. Con la caduta dell’Impero romano, l’Italia viene divisa in molti stati e regni dove si parla la propria lingua volgare (o dialetto). A partire dal 1300, alcuni autori toscani, tra cui Dante Petrarca e Boccaccio, iniziano a scrivere in volgare le loro opere letterarie, che, per motivi culturali, storici ed economici, hanno un grandissimo successo in gran parte dell’Italia. Di conseguenza, alcuni autori provenienti da altre parti d’Italia cominciano a scrivere in fiorentino, che diventa la lingua letteraria principale. Con l’unità d’Italia del 1861, nasce la necessità di trovare una lingua comune a tutti gli italiani e grazie ai Promessi Sposi di Alessandro Manzoni viene scelto il fiorentino del XIX secolo. Da questo momento in poi inizia un processo di scolarizzazione, cioè di insegnamento della lingua agli italiani attraverso la scuola ma anche, nel Novecento, attraverso la radio e la televisione.

L’italiano è comunque una lingua molto giovane, che ha iniziato ad essere parlata da quasi tutta la popolazione soltanto 70 anni fa! Ma i dialetti non sono scomparsi, e continuano ad essere la lingua principale soprattutto degli anziani e di italiani che abitano in piccoli paesi di provincia. Vengono usati da molti italiani ancora oggi in contesti familiari e informali, tra amici e conoscenti, e anche i più giovani sono in grado di comprendere il dialetto e di utilizzare qualche espressione dialettale.

Anche se con il passare del tempo l’uso e la conoscenza dei dialetti sono sempre meno diffusi, queste lingue continuano a rappresentare per tutta l’Italia una grande ricchezza culturale e sociale, unica nel mondo, che deve essere protetta e valorizzata dagli italiani, e soprattutto dalle nuove generazioni, per non perderla per sempre!