Perché molti paesi non hanno il bidet?
3. 3. 2026 ⋅ Edoardo
Quando alcuni atleti (soprattutto americani) delle Olimpiadi invernali sono arrivati a Milano o a Cortina, hanno trovato nei loro bagni una sorpresa. Con video sui social network mostravano la loro confusione alla vista di quella strana tazza di ceramica di fianco al water. E quindi molti italiani, come sempre, hanno iniziato a scherzare sull’argomento e anche a pubblicare sui social tutorial su come usare il bidet, anche con una certa superiorità igienica, perché noi italiani pensiamo di essere gli unici con il sedere pulito.
Infatti non sono molti i paesi dove il bidet è diffuso. Ma perché?
La ragione per cui in alcuni paesi il bidet non si è diffuso è di tipo culturale. Strumenti con funzioni simili al bidet esistevano già nel Medioevo e nell’antica Roma, ma il bidet per come lo conosciamo oggi è un’invenzione francese. Bidet è una parola francese che significa “cavallino” e si riferiva a una razza che oggi non esiste più. I primi bidet erano mobili e di legno, con quattro zampe, e chi li utilizzava doveva riempire la “tazza”, cavalcarla con le gambe aperte, e poi lavarsi con le mani.
I bidet cominciarono a diffondersi tra gli aristocratici francesi a partire da metà Seicento. Ce n’erano molti anche nella reggia di Versailles, ma all’epoca il concetto di igiene era molto diverso rispetto a oggi. Si pensava che l’acqua portasse malattie e quindi ci si lavava davvero poco, anche tra gli aristocratici. Si dice che il Re Sole si sia lavato solo due volte in vita sua, e che Maria Antonietta era criticata perché si lavava troppo spesso. Quindi il bidet è rimasto uno strumento utile soprattutto in ambito sessuale.
Infatti il bidet è diventato in quel tempo parte dell’arredamento dei bordelli francesi, dove le prostitute lo usavano dopo i rapporti sessuali. E questo portò anche a pensare che lavarsi le parti intime dopo il sesso fosse una cosa immorale e funzionasse anche come metodo contraccettivo.
A diffidare di più del bidet sono infatti i paesi protestanti: in Germania, nel Regno Unito e negli Stati Uniti è raro trovarne uno, e ancora oggi molte persone americane, tedesche e inglesi non sanno neanche cosa sia. Ancora a inizio Novecento, negli Stati Uniti, l’hotel Ritz di New York fu costretto a togliere i bidet che aveva installato nelle camere per le proteste di alcuni gruppi di persone moraliste.
I paesi dove invece ce ne sono in varie forme sono quelli mediterranei (anche se in Portogallo e in Spagna stanno un po’ scomparendo in favore del doccino), quelli del Sud America (dove il getto d’acqua è verticale e non orizzontale come in Europa) e alcuni del Nord Africa come Egitto e Marocco. In Asia, soprattutto in Giappone e in molti paesi del Sudest asiatico, si sono invece diffusi i cosiddetti washlet, in sostanza un water con getto d’acqua incorporato.
In Italia il pregiudizio protestante non è mai entrato in profondità, probabilmente perché il bidet cominciò a diffondersi molto presto, già nel Settecento. La prima a volerne uno fu Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, regina di Napoli, che ne allestì uno nella Reggia di Caserta (dove ancora si trova). La grande diffusione in tutte le case italiane, però, si ebbe solo dopo la Seconda guerra mondiale. In Francia, al contrario, questa grande non c’è stata, nonostante sia il paese che l’ha inventato.
Negli Stati Uniti invece sembra esserci un cambiamento di direzione: anche se lentamente, il bidet si sta diffondendo sempre di più soprattutto nelle case delle persone ricche, che vedono il bidet come un’alternativa più igienica e soprattutto sostenibile rispetto alla carta igienica (che negli Stati Uniti viene consumata moltissimo).
E tu? Hai il bidet a casa o non ne hai mai usato uno?
Tratto da IlPost