Come comprare i vini al supermercato
3. 3. 2026 ⋅ Edoardo
I cartellini colorati dei vini in offerta al supermercato sono sempre molto attraenti. A volte si possono fare degli ottimi affari, ma altre volte si rischia di comprare bottiglie vecchie di anni che sono state conservate male e non sono più buone, e di cui il supermercato vuole liberarsi. La prima cosa da fare prima di comprare un vino al supermercato è controllare l’annata: se è troppo vecchio, è meglio evitare.
Al supermercato si trovano bottiglie di vino di diverse fasce di prezzo, da quelli molto economici fino a cifre molto alte. Bisognerebbe evitare entrambi gli estremi. Chi lavora nel settore del vino sconsiglia di comprare bottiglie a meno di cinque o sei euro. In quella cifra bisogna contare il costo di produzione del vino, quello di imbottigliamento, quello di confezionamento, la distribuzione e il ricarico del supermercato.
Non bisognerebbe nemmeno spendere cifre troppo alte al supermercato: i vini che si collocano nella fascia tra gli 8 e i 12 euro sono quelli che di solito offrono il miglior rapporto qualità prezzo. «Quando si sale di cifra allora diventa più sensato andare in un’enoteca o in un negozio specializzato nella vendita di vini» dice Marcello De Filippis, sommelier che su Instagram dà consigli su come bere bene senza spendere eccessivamente.
È una buona idea anche guardare sempre se sull’etichetta c’è scritto “prodotto e imbottigliato”: «Se un’etichetta riporta quella dicitura significa che l’azienda ha prodotto le uve e ha seguito ogni processo di confezionamento del vino», dice il giornalista specializzato in vini Jacopo Cossater. Ci sono eccezioni a questa regola, ma è un buon metodo da seguire quando non si conoscono le cantine.
Generalmente gli esperti del settore sconsigliano di acquistare al supermercato denominazioni prestigiose come il Barolo o l’Amarone: «Se vuoi spendere dieci o dodici euro (una cifra che per chi non è un cultore della materia è già alta) e vedi un Barolo a quella cifra, dovrebbe suonare un campanello d’allarme» dice Cossater. Alla stessa cifra si possono trovare altri vitigni, per esempio una Barbera o un Nebbiolo, che a parità di prezzo sono solitamente migliori.
De Filippis dice che bisogna anche fare caso alle bottiglie di vino che vengono messe negli scaffali più in basso, perché lì si potrebbero trovare delle soluzioni interessanti: «Si possono trovare vini di ottima qualità prodotti da cantine che non possono permettersi di pagare per il posizionamento centrale, che è quello più ambito perché è il più visibile».
Per quanto riguarda le certificazioni, se non si conoscono i vini è bene concentrarsi solo su vini DOP (denominazione di origine protetta) e DOCG (denominazione di origine controllata e garantita) ed evitare tutto il resto, specialmente le diciture generiche come “vino rosso” o “vino da tavola”.
Se si è in difficoltà perché non si ha un’idea su quale bottiglia scegliere si può anche ricorrere ad app come Vivino, che permette di ottenere informazioni sul vino, leggere recensioni e di verificare il prezzo medio a cui viene venduto, per capire se l’offerta segnalata sul cartellino conviene davvero oppure no.
Tratto da IlPost.it