Trentino e Alto Adige sono due posti diversi

11. 11. 2025 ⋅ Edoardo

Come l'Emilia e la Romagna, e anzi: molto più diversi.

Quando un trentino o un altoatesino vi parlano del posto in cui vivono, quasi sicuramente si riferiscono a due cose diverse, nonostante sulla carta abitino la stessa regione amministrativa: il Trentino-Alto Adige. Dietro a quel trattino (-) ci sono non solo due aree geografiche distinte, ma anche due culture e secoli di rivendicazioni e tensioni che sono state risolte a fatica. Le conseguenze sono ancora visibili nella vita quotidiana della regione, e qualche volta riemergono anche nel dibattito pubblico italiano.

 

Quello del Trentino-Alto Adige è un caso unico in Italia, benché simili confusioni riguardino anche altre regioni accorpate. Fanno parte della stessa entità politica due posti in cui si parlano lingue diverse – tedesco in Alto Adige, italiano in Trentino – e in cui le tradizioni culturali guardano rispettivamente alla regione austriaca del Tirolo e all’Italia del nord. Lo stato italiano ha preso atto da tempo di questa divisione, e dal 1972 i due territori si gestiscono con due province separate che a turno rappresentano il territorio dell’intera regione.

 

La linea di confine separa più o meno nord e sud della regione, ma l’indicatore più affidabile per stabilire se un posto sia in Trentino o in Alto Adige è la lingua, con poche eccezioni. Il comune di Fondo è più vicino a Bolzano che a Trento ma si parla italiano, e infatti è in Trentino (e c’è anche una componente ladina). Egna, o Neumarkt, sta più a sud di Fondo ma due terzi dei suoi abitanti parlano tedesco, e infatti fa parte dell’Alto Adige.

 

Trentino e Alto Adige non sono sempre stati divisi. Si pensa che nel Neolitico, cioè circa cinquemila anni fa, un solo popolo abitasse questa zona delle Alpi. E con vari cambiamenti, le due regioni sono rimaste quasi sempre insieme fino al 1918, fino cioè alla fine dell’impero austro-ungarico di cui facevano parte nella regione identificata come Tirolo.

 

Durante la Prima guerra mondiale sia i trentini sia gli altoatesini combatterono con l’esercito austriaco (tranne i trentini cosiddetti “irredentisti” come Cesare Battisti, che disertarono per combattere col Regno d’Italia). Alla fine della guerra, però, l’Austria sconfitta fu costretta a dare sia il Trentino sia l’Alto Adige all’Italia. La monarchia sembrava intenzionata a lasciare ampia autonomia all’Alto Adige, ma il regime fascista avviò da subito una violenta italianizzazione del territorio: soppressione della stampa in lingua tedesca, chiusura delle scuole tedesche e uso esclusivo della lingua italiana.

 

Alla fine della Seconda guerra mondiale, l’Italia concordò con l’Austria che l’Alto Adige sarebbe rimasto italiano, ma che avrebbe goduto di grande autonomia. Alle prime elezioni provinciali del 1948, in Alto Adige – da allora corrispondente alla provincia di Bolzano – trionfò la Südtiroler Volkspartei che ancora oggi è sistematicamente il partito più votato a ogni elezione nazionale o locale.

 

Nel secondo Dopoguerra le tensioni tra Trentino e Alto Adige furono costanti, con polemiche e azioni violente di piccoli gruppi indipendentisti altoatesini: il governo italiano prima rispose con la forza, poi nel 1972 propose un pacchetto di riforme che rafforzò l’autonomia delle province di Bolzano e di Trento, che diventarono due regioni distinte. Di fatto le strade dei due territori si separarono in quegli anni, nonostante i tentativi di alcuni attivisti per la pace e la convivenza (su tutti Alexander Langer).

 

La divisione oggi è abbastanza marcata e la conseguenza più visibile è quella del sistema scolastico, che prevede due modelli separati per chi vuole frequentare la scuola italiana o quella tedesca. Ma anche l’assunzione dei dipendenti pubblici è separata e ogni annuncio di lavoro specifica anche a chi è rivolto: cioè se agli altoatesini di cultura tedesca oppure italiana. Oggi gli altoatesini di lingua tedesca sono circa il 69 per cento. Le province di Bolzano e Trento collaborano spesso, ma sono istituzioni nettamente diverse e indipendenti.

 

La separazione istituzionale porta anche a quella culturale. Per esempio, a Trento va fortissimo la pallavolo, a Bolzano l’hockey.

Ma i trentini e gli altoatesini condividono anche molte più cose di quanto ammettano. L’ambiente montano è simile in tutto il territorio, fatta eccezione per un tratto di Dolomiti (che vanno dal Trentino-Alto Adige al Veneto al Friuli). La birra Forst, nata altoatesina, è molto apprezzata anche in Trentino; e la cucina dei due territori è molto simile,, con qualche particolarità locale: la carne salada è meglio mangiarla in Trentino, i canederli in Alto Adige. Sulla strada che va da Trento a Bolzano è pieno di vigneti e meleti, come se non ci fosse un confine.

  

Tratto da ilPost.it