Il pacco da giù: quando la famiglia italiana spedisce un pezzo di casa
24. 9. 2026 ⋅ Lidia
C’è un momento particolare nella vita di molti italiani che vivono lontano da casa: il corriere suona alla porta e consegna uno scatolone. Non è un ordine fatto online, non è un regalo di compleanno e, molto probabilmente, non è nemmeno qualcosa che avevate chiesto.
È il pacco da giù: bottiglie di olio, conserve, pasta, formaggi, salumi, biscotti, taralli, dolci, pomodori secchi… Qualcosa sarà sicuramente fatto in casa e qualcosa sarà accompagnato dalla frase: “Questo lì non lo trovi”.
Il pacco da giù nasce soprattutto dall’esperienza degli studenti e dei lavoratori meridionali che si trasferivano al Nord. Per chi partiva dalla Sicilia, dalla Calabria, dalla Puglia, dalla Campania o da altre regioni del Sud, trasferirsi significava anche lasciare dietro di sé una cucina fatta di prodotti e sapori molto specifici. Così, soprattutto dagli anni della grande mobilità interna italiana, le dispense di molti ragazzi che vivevano lontano dalla famiglia hanno cominciato a essere rifornite direttamente da casa. Già negli anni Sessanta, per esempio, nei pacchi destinati agli emigrati comparivano olio, vino, verdure, formaggi e conserve.
Che significa “da giù”? Dipende da dove si trova chi parla. Per uno studente siciliano a Milano, “giù” è la Sicilia; per un pugliese che vive a Bologna, la Puglia; per un napoletano che vive a Roma, Napoli. Ma se un italiano vive a Londra, “giù” potrebbe tranquillamente essere Milano. L’Accademia della Crusca osserva proprio questo aspetto: il significato di “giù” non è necessariamente geografico, ma nasce dal punto di vista di chi parla. Il luogo dove vive adesso diventa il “su”; il luogo da cui proviene rimane “giù”.
In pratica, “giù” è il luogo dove abitano i genitori, i nonni o qualche parente che pensa che, lontano da casa, si possa tranquillamente morire di fame.
Il pacco raramente contiene soltanto una cosa, di solito è una specie di dispensa portatile. In molti casi i prodotti contenuti nel pacco si potrebbero comprare anche nella città in cui vive il destinatario, pasta, vino, biscotti, marmellate, ma in altri casi il punto è la provenienza dei prodotti.
L’olio è quello prodotto in casa, i biscotti sono quelli del forno del paese, le conserve sono preparate dalla zia. Il valore non sta necessariamente nella rarità dell’alimento, ma nel fatto che arrivi da un luogo preciso e da persone precise.
E non è finita qui: spesso il contenuto del pacco viene preparato con una cura quasi scientifica. Le bottiglie vengono avvolte in strati di carta e plastica, i barattoli vengono sistemati in modo strategico e gli spazi vuoti vengono riempiti con qualcosa. Perché spedire una scatola mezza vuota sarebbe semplicemente uno spreco di spazio, se c’è ancora un centimetro libero, qualcuno troverà sicuramente qualcosa da metterci dentro.
Il pacco da giù non serve soltanto a mandare del cibo, è anche un modo per mantenere un legame con il luogo da cui si è partiti. Chi vive lontano può continuare a trovare nella propria cucina gli stessi prodotti che mangiava a casa, anche a centinaia di chilometri di distanza.
Naturalmente oggi il pacco da giù non è più indispensabile come una volta. I supermercati vendono prodotti provenienti da tutta Italia e internet permette di ordinare praticamente qualsiasi specialità direttamente dal produttore, eppure il pacco continua a esistere, perché, in fondo, ci sono cose che si possono comprare online, ma che hanno un altro significato quando arrivano dentro una scatola preparata da qualcuno a casa.
Negli ultimi anni il pacco da giù è diventato anche un fenomeno culturale e commerciale: oggi esistono siti che vendono online veri e propri “pacchi da giù”, preparati con specialità regionali e spediti in tutta Italia e all’estero. Quello che era nato come una pratica familiare è diventato, almeno in parte, anche un prodotto da acquistare.
Il pacco da giù è anche un fattore emotivo, aprendolo arriva una ventata di casa e nostalgia, quando arriva e tutto è stato tirato fuori, rimangono sul tavolo bottiglie, barattoli e confezioni di ogni tipo, la cucina sembra improvvisamente molto più piena.